Boston Marathon 2013
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126K SPECIAL MARATHON(S) + 250km in ANTARTIDE

 

Prima Maratona, primo versamento!

 

"126K SPECIAL MARATHON(S)" e ... "special t-shirt"

 

Aperitivo MMT, Monza

 

I "corner MMT" per la raccolta benefica

 

126K SPECIAL MARATHON(S) + 250km in ANTARTIDE

Nell’ultima parte del 2010, abbiamo deciso di correre, a scopo benefico, tre maratone prestigiose e consecutive: Berlino, New York e Firenze; da qui il nome dell’iniziativa “126K SPECIAL MARATHON(S)”, per raccogliere fondi da destinare all’associazione “Friends insieme per un sorriso Onlus”, che assiste i bambini affetti da leucemia in cura presso l’ospedale San Gerardo di Monza (www.friends-online.org).
Alla nostra iniziativa si aggiunge, con grande entusiasmo la ultra-runner Maria Luisa Malvestiti:
dopo aver già corso ben nove gare in autosufficienza nei deserti di tutta la terra, tra cui Gobi in Cina, Atacama in Cile, Sahara in Egitto ed il deserto di Kimberly in Australia, il 12 novembre prossimo partirà per....l'ANTARTIDE ! (
http://www.4deserts.com/thelastdesert/); sarà infatti l'unica italiana a partecipare alla massacrante gara che si dispiegherà su una lunghezza di 250 Km, da percorrere in 6 tappe ! Una durissima prova: la temperatura potrebbe raggiungere i -30° e la prima tappa sarà di 100 Km. ...
Maria Luisa ci ha scritto: "Venuta a conoscenza della vostra iniziativa, mi piacerebbe che questa mia sfida potesse servire ad aiutare i bambini che, in questo momento, stanno vivendo la loro LOTTA contro la malattia. Lotta ben più dura e faticosa della mia!
Pertanto, qualora lo riteniate utile, potete fin d'ora contare  su di me
"

Grazie Maria Luisa e.... buona corsa a tutti noi !

Aggiornamento 14.12.2010: ecco le foto ed il racconto di Maria Luisa, di ritorno dal suo viaggio "impresa" in Antartide. Grazie ancora a Maria Luisa che si è unita a noi per il nostro progetto benefico!

Sono rientrata da qualche giorno dall’ultima mia incredibile e fantastica avventura. THE LAST DESERT: ANTARCTICA.
E’ una delle gare del circuito “4 deserti” di Racing the Planet, circuito che e’  stato nominato dal TIMES, per il II anno consecutivo, come la  gara podistica n. 1 nel mondo.
Questa gara è stata riservata a soli 56 atleti, scelti da Racing the Planet, tra coloro che avevano completato con successo almeno 2 degli altri 3 deserti: Gobi in Cina Atacama in Cile e Sahara in Egitto.
Partenza dal porto di Ushuaia, la TIERRA DEL FUEGO, detta anche FIN del MUND, il 17 Novembre a bordo della nave rompighiaccio “Antarctic Dream”.
Abbiamo percorso il Beagle Canal per poi inoltrarci nel famoso “Drake Passage”dove si incontrano, o meglio, si scontrano, l’Oceano Pacifico e l’Oceano Atlantico. Il mare forza 7-8 e le onde incredibilmente alte (10-12 metri) per  tutta la traversata ci hanno più volte portato a considerare quanto inopportuno fosse il nome –Pacifico – dato ad uno degli oceani. 
Il 20 novembre finalmente la I tappa. Sveglia alle 3 del mattino (c’è luce per quasi 24 ore in questo periodo) e sbarco con grossi gommoni a motore, gli Zodiac, alle 6 sulla King George Island (gruppo delle South Shetland Islands), sede di numerose basi scientifiche, per percorre più km possibili in 15 ore (14 Km a giro).  Percorso molto duro: fango profondo 15-20 cm con ghiaccio, torrenti da attraversare con acqua gelida, neve e vento fortissimo a 35 nodi.  Lungo il percorso raggiungevamo 3 basi: Russa, Cilena e Cinese.  La gara è stata bloccata dopo 9 ore per il peggiorare delle condizioni meteo, che ha reso difficile anche raggiungere la nave con gli Zodiac a causa del mare grosso.
Il giorno successivo 21 Novembre II tappa sempre sulla King George Island. La  gara veniva, peraltro, interrotta dopo solo 9 Km per le pessime condizioni atmosferiche. Volevo precisare che esistono regole rigorose per approdare in Antartide e sulle sue isole. Occorrono permessi speciali, non è possibile calpestare tutto ciò che sta crescendo, gli animali sono gli abitanti e noi solo i loro ospiti, quindi è a loro riservata la precedenza. Ad esempio, se un pinguino è sul mio percorso, mi devo fermare e farlo passare. Occorre, inoltre, disinfettare stivali, indossati per scendere dalla nave, ed anche le  scarpe da corsa, sia prima di scendere e salire sugli Zodiac, che al nostro rientro sulla nave. Sugli Zodiac si saliva in 10 con i nostri zaini di circa 10 Kg ciascuno e la borsa impermeabile contente tutto il necessario per una eventuale improvvisa permanenza a terra: sacco a pelo, cambio completo, piumino, pasti liofilizzati, materassino Prepararsi allo sbarco e rientrare rappresentava ogni volta un’impresa.
22 Novembre III tappa. Abbiamo raggiunto Deception Island, un cratere vulcanico tuttora attivo, coperto da una massa di ghiaccio e lambito, lungo tutta la sua circonferenza, dal mare.  Le eruzioni, nel 1920-1921,  avevano già danneggiato le stazioni scientifiche, ma l’ultima eruzione, risalente al 1991-1992, ne ha determinato il definitivo abbandono. Ci sono alcune zone di mare vicino alla riva che hanno acqua calda fino a 40 C°,  che hanno permesso ad alcuni accompagnatori di fare il bagno.
Abbiamo corso su sabbia nera vulcanica ricoperta da neve. La gara è stata estrema per il tipo di terreno ma soprattutto per le condizioni climatiche.  In  un solo giorno abbiamo avuto 4 stagioni. All’inizio tempesta di neve, poi sole con rialzo di temperatura, poi freddo (-10 C°) e poi vento fortissimo che ha abbassato ulteriormente la temperatura a -15 C°.  La gara (2,3 Km a giro) è durata 11 ore e gli unici abitanti, oltre a noi, erano i pinguini e qualche foca.
23 novembre IV tappa: Dorian Bay, distesa collinare di neve circondata da montagne e da un lago abitata da un’enorme quantità di pinguini.  La tappa è durata 9 ore con salite e discese nella neve soprattutto fresca, sulla quale si sprofondava spesso e che rendeva difficoltosa la percorrenza.
Con questa tappa terminava la nostra competizione. Impossibile farne ulteriori.  Le condizioni meteo ce lo impediscono ed inoltre il comandante  della nave ci rendeva noto l ’approssimarsi di una tempesta e pertanto decideva il rientro tracciando una rotta un po’ più lungo, ma meno pericolosa. Risultato: 3 giorni e mezzo di mare forza 8 con onde altissime.
Durante l’ ultima sera di navigazione in acque più calme, nel Canale di Beagle, si è svolta la premiazione.. Per la classifica sono stati calcolati i Km percorsi da ogni atleta.
Anche questa volta sono riuscita a battere le “vecchiette”. 35° posto in classifica, prima della mia categoria (donne 50-57 anni).
Questa è stata, da tutti i punti di vista, un’avventura unica ed irripetibile tra  mare tempestoso, freddo, vento, iceberg enormi, pinguini, foche, orche, balene, albatros  , ed altri numerosissimi uccelli marini e tanta, tanta, tanta…..neve.
Prima di rientrare a Buenos Aires,  ho colto l’occasione   ed ho “scalato” il Glacial Perito Moreno a El Calafate in Patagonia con Mirjana, la mia amica croata con la quale ho fatto ben 9 deserti, nonché vincitrice assoluta femminile dei “4 Deserti”.  Esperienza grandiosa ed emozionante. Il ghiaccio lungo 30 Km e alto 60 metri avanza costantemente 2 metri al giorno con continui distacchi della parete che formano giganteschi iceberg.  E’ costeggiato dal parco nazionale che in questo periodo (in questo emisfero è estate) è tutto fiorito. La corsa mi ha dato la possibilità, in poco più di 4 anni, di vedere quasi tutti i continenti della Terra ed a questo punto mi manca solo il POLO NORD.    Chissà!.....................
Per il momento guardo al Novembre 2011.  Mi aspetta il Nepal sempre con Racing the Planet.
Maria Luisa Malvestiti

(tutte le foto nella sezione Immagini)


 

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